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Sunday, February 6, 2011
CARO TRINITY TI SCRIVO......
Allora l'ultima" bella" notizia è che il Trinity chiude definitivamente.
Qualche parola la spendo anch'io visto che ci abito a due spinte e l'ho sempre skateato e supportato sia pagandone gli ingressi (il mondo è dei furbi si sà) o dando una mano ai ragazzi nel bisogno!
La domanda agghiacciante che mi tortura è la seguente: ma è possibile che tutti i "big pros",negozianti,distributori e marchi Lombardo/Milanesi non abbiano mosso un dito per evitarne la chiusura definitiva?
Ma chi supporta la scena?
E' bello far cassa eh?!?!?!
La cosa l'ho ribadita anche ad Angelo e ad alcuni "padroncini"del settore ricevendo spesso risposte confuse o silenzi siderali (soprattutto da quest'ultimi).
Mi rattrista prendere atto che lo skateboarding sia,sarà e resterà,perlomeno in questi casi,un mero fenomeno di costume!
La chiusura del Trinity mi fa riflettere come lo è stato per il Roxi Rings,Lignano ed il Roller......
Mi mancheranno un sacco di cose che non sto qui ad elencare perchè mi rimarranno sempre nella mente e nel cuore,supereremo anche questo schiaffo con una spinta ancora più forte.......
Trinity never dies!!!!
Ecco il comunicato...........
A quattro anni esatti dall'apertura del Trinity Skatepark vi devo comunicare che purtroppo a fine Maggio la nostra struttura chiuderà definitivamente. Le limitazioni che il Comune ci ha imposto in termini di affluenza (non possono entrare più di 100 persone per volta) e in termini di divieti di fare musica e feste, ci portano a non riuscire a fronteggiare i costi di una struttura così grande.
Il weekend del 28-29 Maggio faremo una due giorni di FREE SKATING in cui voi tutti siete invitati a portare qualsiasi tipo di materiale video, foto, o altro, per aiutarci a fare una raccolta commemorativa che sarà poi pubblicata via web.
Le strutture da skate sono in vendita, se ci fosse qualcuno interessato non esiti a contattarmi all'indirizzo: angelo@trinityskatepark.com
Magari potete proporre a conoscenti o amministrazioni comunali di darvi uno spazio. Io ci ho già provato a Milano ma finora senza successo.
IL FUTURO
Mi sto adoperando per aprire un TRINITY II. L'idea è di cogliere l'occasione per fare qualcosa di ancora più bello, con strutture nuove, all'interno di un locale insonorizzato, climatizzato e con servizi di qualità. Ci vorrà del tempo per trovare investitori e sponsor, ma sono fiducioso che si possa costruire una nuova realtà. Magari passerà un anno, due, non si sa, ma appena avrò notizie rilevanti ve lo farò sapere immediatamente.
Sono stati quattro anni incredibili, con più di 7000 skaters associati, più di 500 eventi, centinaia di band che hanno suonato sul nostro palco, un'affluenza totale di circa mezzo milione di persone, 300 milioni di visualizzazioni tramite i mass media.
Un ringraziamento particolare all'immobiliare Gruppo Ceccarelli che ha messo a disposizione il capannone, a tutti i ragazzi e le ragazze che hanno lavorato al Trinity! Mimmo, Daniele Galli, Dave di Contest, Diego Garcia Dominguez, Luca, Alessio, Fede Rasta, Marty, Cinzia... Grazie al The Bag Art Factory, a ConnAction, a Ignoramps, ai tanti sponsor che ci hanno sostenuto: per primo Vans, poi Telecom Italia con TIMtribù, Burn, Eastpak, Emerica, Etnies, Es, Circa, Osram, Clash, Vivendi Games, Activision, Red Bull e Sennheiser. Un ringraziamento speciale a Luca Basilico e a tutto il team di Who Cares: le varie finali dei Campionati Italiani di Skateboard by Skateboard Society sono rimasti sicuramente nella memoria come i momenti in assoluto più fighi vissuti al Trinity! Grazie a 6AM e a tutte le riviste e web-zines che ci hanno supportato. Grazie a tutti - tantissimi - coloro che in qualsiasi modo hanno organizzato, costruito, contribuito, fatto, e vissuto il Trinity. Voi sapete chi siete! Il ringraziamento più sentito a tutti gli sportivi e creativi: agli skaters, ai roller, ai bikers, breakdancers, traceurs di parkour, artisti, basket e soccer freestyle, musicisti, e pubblico!
Godetevi gli ultimi quattro mesi, e poi ci si rivedrà al Trinity II.. YO!
Friday, July 9, 2010
SCATTI MILANESI
Spinto da un idea di Giacomo e causa sciopero ferroviario,ieri sera dopo il lavoro ho deciso di prendere il metrò fino in Duomo e di prendere il tram.Con mia grande gioia ho rivissuto l'emozione di viaggiare sul vecchio 8 (ormai 2)!Questi modelli stanno piano piano scomparendo sostituiti da modelli all'avanguardia ma meno romantici,alcuni addirittura venduti alla città di San Francisco(strano ma vero)!Risalirci e sentire quello sferragliare inconfondibile mi hanno portato per un attimo indietro nel tempo.
Tuesday, July 6, 2010
SKATEA DURO SENZA PAURO!!!
Vi posto la storia di Fritz pubblicata qualche anno fà su Skatemap....meditate nuove generazioni......meditate!!!
La Vera Storia di Skate Or Suck!
TXT: Giorgio -Fritz- Cont .
Ho iniziato a skateare nel 1977. Cazzo, erano un sacco di anni fa. A pensarci adesso, proprio tanti. Credo che, come tutti quelli che hanno iniziato in quell’epoca, il punto di partenza sia stato il filmato di una trasmissione che si chiamava “Odeon” dove si vedeva una banda di pazzi scatenati che shreddavano un ditch e uno di loro si pigliava una capocciata incredibile cercando di entrare in una specie di minitunnel. Il richiamo masochistico è stato irresistibile.Ma dove diavolo si poteva trovare uno skateboard? Qui, in Italia? A Vercelli, poi??? Bisognava costruirselo. Era molto semplice: un’asse di legno marcio, ruote (di legno o plastica dura) e trucks smontati e rubati dai pattini di qualche cuginetta distratta. Andarci era molto meno semplice, ti spiaccicavi come un cane rognoso, ma niente era stato mai così divertente. Non potevi più smettere, diventavi subito skate-tossico e ti vantavi con le betties (che tanto non te la davano) di tutte quelle croste e cicatrici. Poi sono arrivati i primi skate rudimentali che parenti ed amici ti portavano dall’Inghilterra o se c’avevi più culo dagli States, era già un’altra cosa.In tutta Italia cominciavano a nascere i primi focolai di pazzi maniaci, il più delle volte randagi che skateavano da soli o in piccoli branchi selvaggi, ma che, per delle strane ragioni del destino, finivano per incontrarsi e conoscersi nei posti e nei modi più assurdi e impensati. Stava nascendo “la Scena Skate italiana”.Addirittura stavano nascendo le prime rampe. C’erano skater a Biella e dintorni ( e lì, per quanto ne so, c’è stato anche il primo half-pipe, precisamente in quel posto sperduto di Cossato), c’era parecchia gente a Genova (rampa inclusa, gestita dai Contati Brothers, da Ragno & compagnia bella), a Torino scorazzavano i Nelzi Brothers, Saverio “Woptime”, Tosco e compagni (amati e odiati e considerati super teppa alla DogTown perché erano veramente rozzi e grezzi per quei tempi), c’era un sacco di movimento a Verona (Cecco Ugolini è stato uno dei primi grandi all-round skater, un amico ed un’ispirazione) e Monza/Milano (Bonasson – un evergreen per tutte le stagioni, Paulicelli, il Panettiere Volante, ecc.). E qualcosa si stava muovendo anche a Roma (Jekill, Yogi e suo fratello Max. Max?). Ad Entracque, vicino a Cuneo c’erano dei famigerati Tubes cementoidi e a Rho c’era un lungo Ditch tipo Hawaii (vabbè, quasi). Per quanto riguarda il sud e le isole non mi risulta che ci fosse più di tanto, ma sicuramente per ignoranza e lontananza mia, perché qualcosa doveva pur esserci. A Vercelli c’ero io, perso con me stesso tra lo skate, la birra e il rumore.La colonna sonora di quei tempi erano Ted Nugent e i Kiss prima, poi i Ramones, i Pistols, i Clash e a seguire, Black Flag, Circe Jerks, X e tutti i gruppi hardcore-punk italiani dell’epoca, per citarne solo alcuni: Crash Box, Indigesti, CCM e Negazione. Lo skateboard è sempre andato di pari passo (o di pari ruota) con il punk e tutto questo continua ancora adesso. Gli unici spazi che ci davano ospitalità erano gli squat e i centri sociali: il primo Virus, i vari Leoncavallo a Milano, il Victor Charlie a Pisa, ecc.In Italia chiaramente non esistevano riviste patinate né tanto meno video o internet, quindi se volevi vederti qualcosa, l’unica soluzione era sbatterti per recuperare in qualche edicola internazionale una copia di “Skateboarder” o del più raro “Skateboarding World”. Se riuscivi a trovarla ti masturbavi selvaggiamente sognando California, tutte quelle tavole, quelle fighe e quei posti incredibili. Probabilmente proprio da queste carenze di informazioni e ancor di più dalla voglia di tenersi in contatto tra i pochi disperati che eravamo allora, nascono le fanzine o come le chiamavamo noi: LE FANZE.Per quel che mi ricordo, l’esempio dal quale tutto è partito è stata la mitica “T.V.O.R – Teste Vuote, Ossa Rotte” dell’insuperabile Stiv “Rottame” Valli. Era una fanza punk/hardcore, ma aperta anche allo skate. Era bellissima, grande, spessa, stampata in un bel bianco nero opaco e supercontrastato, con migliaia di foto, interviste, fotoromanzi, stronzate e chi più ne ha più ne metta. E poi, era divertentissima. La prima fanza di puro skate è stata invece l’indimenticabile strepitosa “Vaffanskate!”, fotocopiata, sfornata, confezionata e distribuita dal genovese Marco Contati. Il formato era un mezzo A4, rigorosamente in bianco e nero e piena di foto, vignette e puttanate. Non mi ricordo se costasse qualcosa, forse solo un contributo per le spese di spedizione. E a Genova c’era anche (vita breve, purtroppo) “La Purga” del mitico “Ragno”, ovvero Enrico Zilli, uno degli skater più creativi e artistoidi che io abbia mai conosciuto, diciamo che era una specie di Mark Gonzales che ha anticipato di anni luce lo street skating, la skate-art, il post-punk e un sacco di altre cose.Su questa scia ho deciso di dar vita a "Skate or Suck" Era il 1984. “SxORSx!” era un progetto a dir poco bizzarro, una pocket-fanza: era un A4, fotocopiato fronte e retro e ripiegato su se stesso in modo diventare più o meno del formato di un “Millelire”. Era dedicata completamente allo skate e alla demenza più estrema, il sottotitolo infatti era “Ultra-Dement-skate-zine”. Era assolutamente gratis, anche le spese di spedizioni (everywhere!), tutto questo grazie alla complicità della mia splendida SkateMum e del posto dove lavorava che ci forniva gentilmente (beh, quasi!) fotocopie, carta, francobolli, ecc.. “SxOrSx!” all’inizio era quasi tutta solo disegnata, zeppa di vignette stupide, ma stupide forti, fortissime.E proprio così ha rapidamente conquistato un pubblico di skater ultradementi. La voglia di divertirsi, stare insieme e far casino, ai tempi, contava più di tutto. A nessuno gliene fotteva un cazzo di sponsor o stronzate del genere a parte gli imbecilli avvoltoi che facevano parte della F.I.H.P. (Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio a Rotelle) che del vero spirito dello skate non aveva capito una mazza, si fottevano i soldi del CONI destinati allo skate e volevano tenere lo “sport” pulito a base di slalom e salto in alto (il freestyle – progenitore del moderno streetstyle, era visto come trasgressivo e quindi osteggiato, per non parlare del downhill – too dangerous – e tantomeno del temutissimo vertical!)
Difatti “SxOrSx!” lottava apertamente, con le armi dell’ironia e della demenza contro tutti questi loschi stupidissimi farabutti. E chi c’era se lo ricorda. Intanto nascevano altre fanze come le ottime “Negative Skaters” e “ Skate Riot” di Roma. A poco a poco “SxOrSx!” cresceva fino a diventare un mezzo A4 e, grazie ad una fitta rete di collaboratori da tutto il mondo (via posta cartacea naturalmente perché le e-mail erano ancora lontane anni luce) si riempiva oltre che di stupidaggini, di deliri rumorosi, di band improbabili e anche di foto fantastiche, ad esempio una delle primissime foto dei Suicidal Tendencies scattata da Glen E. Friedman in persona e mandata dalla sorella di Mike Muir. C’erano picture esclusive dei Jodie Foster Army (la prima – insieme ai Big Boys – band di puro fantastico Skate Rock!), di Tony Alva e di un giovanissimo super flying Christian Hosoi.E “SxorSx!” è stata sempre, fino alla fine, assolutamente GRATIS. E naturalmente 100% skateboarding e sempre, claro che sì, ULTRADEMENTE! L’urlo di battaglia è uno solo: “Skatea duro senza pauro!!!”
La Vera Storia di Skate Or Suck!
TXT: Giorgio -Fritz- Cont .
Ho iniziato a skateare nel 1977. Cazzo, erano un sacco di anni fa. A pensarci adesso, proprio tanti. Credo che, come tutti quelli che hanno iniziato in quell’epoca, il punto di partenza sia stato il filmato di una trasmissione che si chiamava “Odeon” dove si vedeva una banda di pazzi scatenati che shreddavano un ditch e uno di loro si pigliava una capocciata incredibile cercando di entrare in una specie di minitunnel. Il richiamo masochistico è stato irresistibile.Ma dove diavolo si poteva trovare uno skateboard? Qui, in Italia? A Vercelli, poi??? Bisognava costruirselo. Era molto semplice: un’asse di legno marcio, ruote (di legno o plastica dura) e trucks smontati e rubati dai pattini di qualche cuginetta distratta. Andarci era molto meno semplice, ti spiaccicavi come un cane rognoso, ma niente era stato mai così divertente. Non potevi più smettere, diventavi subito skate-tossico e ti vantavi con le betties (che tanto non te la davano) di tutte quelle croste e cicatrici. Poi sono arrivati i primi skate rudimentali che parenti ed amici ti portavano dall’Inghilterra o se c’avevi più culo dagli States, era già un’altra cosa.In tutta Italia cominciavano a nascere i primi focolai di pazzi maniaci, il più delle volte randagi che skateavano da soli o in piccoli branchi selvaggi, ma che, per delle strane ragioni del destino, finivano per incontrarsi e conoscersi nei posti e nei modi più assurdi e impensati. Stava nascendo “la Scena Skate italiana”.Addirittura stavano nascendo le prime rampe. C’erano skater a Biella e dintorni ( e lì, per quanto ne so, c’è stato anche il primo half-pipe, precisamente in quel posto sperduto di Cossato), c’era parecchia gente a Genova (rampa inclusa, gestita dai Contati Brothers, da Ragno & compagnia bella), a Torino scorazzavano i Nelzi Brothers, Saverio “Woptime”, Tosco e compagni (amati e odiati e considerati super teppa alla DogTown perché erano veramente rozzi e grezzi per quei tempi), c’era un sacco di movimento a Verona (Cecco Ugolini è stato uno dei primi grandi all-round skater, un amico ed un’ispirazione) e Monza/Milano (Bonasson – un evergreen per tutte le stagioni, Paulicelli, il Panettiere Volante, ecc.). E qualcosa si stava muovendo anche a Roma (Jekill, Yogi e suo fratello Max. Max?). Ad Entracque, vicino a Cuneo c’erano dei famigerati Tubes cementoidi e a Rho c’era un lungo Ditch tipo Hawaii (vabbè, quasi). Per quanto riguarda il sud e le isole non mi risulta che ci fosse più di tanto, ma sicuramente per ignoranza e lontananza mia, perché qualcosa doveva pur esserci. A Vercelli c’ero io, perso con me stesso tra lo skate, la birra e il rumore.La colonna sonora di quei tempi erano Ted Nugent e i Kiss prima, poi i Ramones, i Pistols, i Clash e a seguire, Black Flag, Circe Jerks, X e tutti i gruppi hardcore-punk italiani dell’epoca, per citarne solo alcuni: Crash Box, Indigesti, CCM e Negazione. Lo skateboard è sempre andato di pari passo (o di pari ruota) con il punk e tutto questo continua ancora adesso. Gli unici spazi che ci davano ospitalità erano gli squat e i centri sociali: il primo Virus, i vari Leoncavallo a Milano, il Victor Charlie a Pisa, ecc.In Italia chiaramente non esistevano riviste patinate né tanto meno video o internet, quindi se volevi vederti qualcosa, l’unica soluzione era sbatterti per recuperare in qualche edicola internazionale una copia di “Skateboarder” o del più raro “Skateboarding World”. Se riuscivi a trovarla ti masturbavi selvaggiamente sognando California, tutte quelle tavole, quelle fighe e quei posti incredibili. Probabilmente proprio da queste carenze di informazioni e ancor di più dalla voglia di tenersi in contatto tra i pochi disperati che eravamo allora, nascono le fanzine o come le chiamavamo noi: LE FANZE.Per quel che mi ricordo, l’esempio dal quale tutto è partito è stata la mitica “T.V.O.R – Teste Vuote, Ossa Rotte” dell’insuperabile Stiv “Rottame” Valli. Era una fanza punk/hardcore, ma aperta anche allo skate. Era bellissima, grande, spessa, stampata in un bel bianco nero opaco e supercontrastato, con migliaia di foto, interviste, fotoromanzi, stronzate e chi più ne ha più ne metta. E poi, era divertentissima. La prima fanza di puro skate è stata invece l’indimenticabile strepitosa “Vaffanskate!”, fotocopiata, sfornata, confezionata e distribuita dal genovese Marco Contati. Il formato era un mezzo A4, rigorosamente in bianco e nero e piena di foto, vignette e puttanate. Non mi ricordo se costasse qualcosa, forse solo un contributo per le spese di spedizione. E a Genova c’era anche (vita breve, purtroppo) “La Purga” del mitico “Ragno”, ovvero Enrico Zilli, uno degli skater più creativi e artistoidi che io abbia mai conosciuto, diciamo che era una specie di Mark Gonzales che ha anticipato di anni luce lo street skating, la skate-art, il post-punk e un sacco di altre cose.Su questa scia ho deciso di dar vita a "Skate or Suck" Era il 1984. “SxORSx!” era un progetto a dir poco bizzarro, una pocket-fanza: era un A4, fotocopiato fronte e retro e ripiegato su se stesso in modo diventare più o meno del formato di un “Millelire”. Era dedicata completamente allo skate e alla demenza più estrema, il sottotitolo infatti era “Ultra-Dement-skate-zine”. Era assolutamente gratis, anche le spese di spedizioni (everywhere!), tutto questo grazie alla complicità della mia splendida SkateMum e del posto dove lavorava che ci forniva gentilmente (beh, quasi!) fotocopie, carta, francobolli, ecc.. “SxOrSx!” all’inizio era quasi tutta solo disegnata, zeppa di vignette stupide, ma stupide forti, fortissime.E proprio così ha rapidamente conquistato un pubblico di skater ultradementi. La voglia di divertirsi, stare insieme e far casino, ai tempi, contava più di tutto. A nessuno gliene fotteva un cazzo di sponsor o stronzate del genere a parte gli imbecilli avvoltoi che facevano parte della F.I.H.P. (Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio a Rotelle) che del vero spirito dello skate non aveva capito una mazza, si fottevano i soldi del CONI destinati allo skate e volevano tenere lo “sport” pulito a base di slalom e salto in alto (il freestyle – progenitore del moderno streetstyle, era visto come trasgressivo e quindi osteggiato, per non parlare del downhill – too dangerous – e tantomeno del temutissimo vertical!)
Difatti “SxOrSx!” lottava apertamente, con le armi dell’ironia e della demenza contro tutti questi loschi stupidissimi farabutti. E chi c’era se lo ricorda. Intanto nascevano altre fanze come le ottime “Negative Skaters” e “ Skate Riot” di Roma. A poco a poco “SxOrSx!” cresceva fino a diventare un mezzo A4 e, grazie ad una fitta rete di collaboratori da tutto il mondo (via posta cartacea naturalmente perché le e-mail erano ancora lontane anni luce) si riempiva oltre che di stupidaggini, di deliri rumorosi, di band improbabili e anche di foto fantastiche, ad esempio una delle primissime foto dei Suicidal Tendencies scattata da Glen E. Friedman in persona e mandata dalla sorella di Mike Muir. C’erano picture esclusive dei Jodie Foster Army (la prima – insieme ai Big Boys – band di puro fantastico Skate Rock!), di Tony Alva e di un giovanissimo super flying Christian Hosoi.E “SxorSx!” è stata sempre, fino alla fine, assolutamente GRATIS. E naturalmente 100% skateboarding e sempre, claro che sì, ULTRADEMENTE! L’urlo di battaglia è uno solo: “Skatea duro senza pauro!!!”
Sunday, December 20, 2009
UN BUON ANNO PER LA MUSICA
Ritengo il 2009 un buon anno per la musica.
Mi dispiace per i "padroni della musica" ma in quel che loro definiscono sottosuolo si trovano le realtà musicali più interessanti,dove suonare uno strumento od un campione è ancora fonte di espressione e non una becera operazione commerciale.
Ma da dove posso partire per affermare che quest'anno è stato favorevole dal punto di vista musicale.... Bhe,partiamo dalla A ( ed in ordine non alfabetico) così cercherò di tracciare una linea guida dove spero possiate trovare qualche nuovo ascolto che vi aggrada.
Se dico A mi viene subito in mente ANTHONY & THE JOHNSONS con il loro THE CRYING LIGHT dove la voce del buon Tony tocca l'anima e le atmosfere eteree vi faranno dimenticare per un attimo questo sporco mondo.
Sulla stessa linea d'onda ma in maniera differente menzionerei l'album d'esordio degli THE XX che dimostrano che con pochi elementi si può costruire un tappeto musicale di una bellezza rara.
Sul lato più psichedelico anche qui delle buone uscite: THE HORRORS con PRIMARY COLOURS,disturbante e curioso.
Gli ANIMAL COLLECTIVE ci pongono mille quesiti con un suono in eterna mutazione dove tutto viene stravolto nel loro MERRYWEATHER POST PAVILLON.
Altro discorso per i GRIZZLY BEAR con VECKATIMEST,DIRTY PROJECTORS con BITTE ORCA e SUFJAN STEVENS con B.Q.E. si muovono su nuovi territori del suono trasformando il rock in qualcosa di artistico, creativo dove suoni e voci si intrecciano in maniera perfetta.
Nel lato più "cattivello" menzionerei il ritorno del buon JELLO BIAFRA che con i suoi GUANTANAMO SCHOOL OF MEDICINE ci dimostra con l'album THE AUDACITY OF HIPE come la sua fama di rompicoglioni non si sia spenta e con la sua ironia continua a descrivere la sua visione dell' America.
I THE HEX DISPENCER con WINCHESTER MISTERY HOUSE sfornano un album di hit-punk dove l'amore per i Ramones ed i Misfits viene in primo piano.
Direttamente da L.A. menzionerei gli HEALT con il loro GET COLOR,mentre se volete un bel calcio sulle palle l' ultimo dei MUNICIPAL WASTE fà al caso vostro.
Per gli affezionati dell'hip-hop è appena uscito BLACKROC interessantissimo esperimento blues-rap dove i BLACK KEYS danno il loro contributo musicale alla comunità.
Se vi aggrada il rap in italiano vi consiglio SANDRO O.B. di DJ GRUFF e l'ultimo dei CO'SANG gruppo napoletano veramente verace senza peli sulla lingua.
Comunque anche il belpaese sfodera le sue carte e ci regala le ultime uscite del TEATRO DEGLI ORRORI,ZEN CIRCUS e FINE BEFORE YOU CAME veramente degni di nota.
Nella mia playlist personale album sparsi quà e là negli ultimi anni:
SONIC YOUTH-RATHED RIPPER
LED ZEPPELIN-PHYSICAL GRAFFITI
CASINO'ROYALE-SEMPRE PIU'VICINO
SMASHING PUMPKINS-SIAMESE DREAM
AFTERHOURS-HAI PAURA DEL BUIO?
VAMPIRE WEEKEND-S/T
..e la lista sarebbe lunga...vi lascio con un augurio di buon natale ed un video che vi farà tornare piccini!!!!
Mi dispiace per i "padroni della musica" ma in quel che loro definiscono sottosuolo si trovano le realtà musicali più interessanti,dove suonare uno strumento od un campione è ancora fonte di espressione e non una becera operazione commerciale.
Ma da dove posso partire per affermare che quest'anno è stato favorevole dal punto di vista musicale.... Bhe,partiamo dalla A ( ed in ordine non alfabetico) così cercherò di tracciare una linea guida dove spero possiate trovare qualche nuovo ascolto che vi aggrada.
Se dico A mi viene subito in mente ANTHONY & THE JOHNSONS con il loro THE CRYING LIGHT dove la voce del buon Tony tocca l'anima e le atmosfere eteree vi faranno dimenticare per un attimo questo sporco mondo.
Sulla stessa linea d'onda ma in maniera differente menzionerei l'album d'esordio degli THE XX che dimostrano che con pochi elementi si può costruire un tappeto musicale di una bellezza rara.
Sul lato più psichedelico anche qui delle buone uscite: THE HORRORS con PRIMARY COLOURS,disturbante e curioso.
Gli ANIMAL COLLECTIVE ci pongono mille quesiti con un suono in eterna mutazione dove tutto viene stravolto nel loro MERRYWEATHER POST PAVILLON.
Altro discorso per i GRIZZLY BEAR con VECKATIMEST,DIRTY PROJECTORS con BITTE ORCA e SUFJAN STEVENS con B.Q.E. si muovono su nuovi territori del suono trasformando il rock in qualcosa di artistico, creativo dove suoni e voci si intrecciano in maniera perfetta.
Nel lato più "cattivello" menzionerei il ritorno del buon JELLO BIAFRA che con i suoi GUANTANAMO SCHOOL OF MEDICINE ci dimostra con l'album THE AUDACITY OF HIPE come la sua fama di rompicoglioni non si sia spenta e con la sua ironia continua a descrivere la sua visione dell' America.
I THE HEX DISPENCER con WINCHESTER MISTERY HOUSE sfornano un album di hit-punk dove l'amore per i Ramones ed i Misfits viene in primo piano.
Direttamente da L.A. menzionerei gli HEALT con il loro GET COLOR,mentre se volete un bel calcio sulle palle l' ultimo dei MUNICIPAL WASTE fà al caso vostro.
Per gli affezionati dell'hip-hop è appena uscito BLACKROC interessantissimo esperimento blues-rap dove i BLACK KEYS danno il loro contributo musicale alla comunità.
Se vi aggrada il rap in italiano vi consiglio SANDRO O.B. di DJ GRUFF e l'ultimo dei CO'SANG gruppo napoletano veramente verace senza peli sulla lingua.
Comunque anche il belpaese sfodera le sue carte e ci regala le ultime uscite del TEATRO DEGLI ORRORI,ZEN CIRCUS e FINE BEFORE YOU CAME veramente degni di nota.
Nella mia playlist personale album sparsi quà e là negli ultimi anni:
SONIC YOUTH-RATHED RIPPER
LED ZEPPELIN-PHYSICAL GRAFFITI
CASINO'ROYALE-SEMPRE PIU'VICINO
SMASHING PUMPKINS-SIAMESE DREAM
AFTERHOURS-HAI PAURA DEL BUIO?
VAMPIRE WEEKEND-S/T
..e la lista sarebbe lunga...vi lascio con un augurio di buon natale ed un video che vi farà tornare piccini!!!!
Tuesday, November 24, 2009
CARO VECCHIO GRATOSOGLIO

Caro vecchio Gratosoglio nel tuo cemento consumato e nei tuoi coping schiacciati sono racchiuse mille emozioni fatte di legno ed uretano.
Per chi ti ha vissuto sin dal primo giorno rimarrai sempre e per sempre il primo concrete park italiano.
La prima volta che ti vidi pensai:"..Che piccolo..."
ma nel corso degli anni capii quanto tu fossi grande.
Quando ti prendevamo sottogamba ci ricordavi sempre la tua supremazia facendoci assaggiare di che pasta eri fatto.
Quanti skater ho visto martoriare il tuo corpo, quante indimenticabili session notturne illuminate dai fari delle nostre macchine aspettando il sole dopo serate briscole.
La gente che passava guardava e non capiva,chi capiva ci stava e chi voleva farci capire se ne andava sopraffatto... perchè come fai a capire se non bruci di vita.
Caldi pomeriggi...afa infernale...respiravi california ma eri nella periferia e... dio come si sta bene ai margini della città...
Il verde del prato contrastava col bianco del tuo cemento in quelle giornate ed era bello solo guardarti mentre si riposava sdraiati sul prato immaginando la prossima session.
Nel freddo inverno trasudavi di umidità e più di una volta il tragitto per venirti a trovare finiva in un nulla di fatto perchè eri indomabile e le mie ossa se lo ricordano.
Grazie per i primi carve,le misure imperfette,la demo death box,le zanzare assassine,i coping disfatti,il caos party,gli scazzi con i tamarri,la fontanella sempre più distante,alla hip killer sulla bowl,per le session del jep e del Bonassi,al vicino supermarket,i buchi,il tombino assassino,alla slaidiera in cemento capita da pochi,le ringhiere-sega che ti aprivano la tavola ad ogni impatto,per i cm di pelle lasciati quà e là,per qualche osso o articolazione lasciato/a quà e là,per le risate,per le faccie nuove e vecchie,per le manovre sbagliate e per quelle chiuse.
Grazie,caro vecchio Gratosoglio.
(ph.courtesy of theboardfathers)
Saturday, August 22, 2009
SUPPORT YOUR LOCAL SKATEBOARDER
Malik è il protagonista di questo post!!!Questo ragazzino originario del Burkina Faso mi tiene spesso compagnia nelle solitarie skateate a Grumolo,nelle pause gli passavo la tavola per farlo girare un pò e nei suoi occhi leggevo la voglia che aveva di provare ed avere uno skate.
Nell'ultimo periodo ho messo insieme un set-up per lui con materiale di tutto rispetto e gli ho customizzato una tavola con gli spray...oggi finalmente sono riuscito ad incontrarlo per dargliela!!
Gli ho scattato questa foto dove si capisce tutto.
Non è la prima volta che faccio questo tipo di regali a qualcuno,ma credo che piuttosto che tenere una tavola o altro lì ferme preferisco regalarle ad un ragazzino come Malik che magari non diventerà mai un pro ma almeno riuscirà a cogliere meglio di altri la vera essenza dello skate!!!
Friday, May 1, 2009
PICCOLI GRANDI UOMINI:LIVIO "SKORPIO" COGOLI
Skorpio skateshop nacque quasi per caso dalla passione per la tavola di Ale (il figlio )che convinse il padre a prendere delle tavole e venderle nel loro negozio di abbigliamento...ben presto le tavole furono vendute e Livio si appassionò come il figlio allo skate.
Cambiò totalmente il negozio ad uso e consumo degli skaters, il fattore più importante che lo rendeva diverso dagli altri skateshop era la determinazione, la voglia di far crescere lo skate a Milano ed in Italia di Livio.
Livio era un papà per noi ragazzacci ribelli:ci accompagnava ai contest ,se non avevi abbastanza soldi ti permetteva di avere lo stesso un set up decente pagando piano piano il tutto(naturalmente non mancavano gli approfittatori)e merce molto rara (ai tempi) si sbatteva un casino per costruire strutture tantè che riusci a far costruire una delle prime mini indoor(cso Pergola) a Milano.
Quando pioveva ci si ritrovava nel suo negozio e gli davamo una mano nello scegliere le cose da vendere,perche il signor Cogoli ASCOLTAVA E SUPPORTAVA LO SKATER!!!!
Ben presto si costruì un team di tutto rispetto fatto da volti nuovi della scena milanese e non:Cristian Palmiotto,Ale Lo Schiavo,Christian Cannella e dalla sardegna Fabrizio Frau e Francesco Pace.
Una delle azioni sovversive di Livio che ricordo con commozione ed ammirazione fu l'ANARCONTEST:occupò la via adiacente allo shop e grazie ai ragazzi della Pergola venne costruito un funbox con tanto di handrail e organizzato un contest!!!
C'era un sacco di gente da Edo Tagliavini ad Alex Esposito fra i pro dell'epoca...la gente era sconvolta, gli skater entusiasti e le forze dell'ordine anche....ma il tutto si svolse senza disordini dimostrando come sempre che gli skater sono veramente dei tipi orrigginali!!!!
Con l'avvento del periodo ultratecnico delle "small wheels,big pants" Skorpio iniziò una lenta metamorfosi che portò ben presto alla chiusura del negozio,penso anche per problemi di gestione del negozio:ormai lo skate non buttava più come prima e l'Isola la zona dove era ubicato il negozio si stava trasformando in un quartiere artistoide ultrafico di tendenza.
Rividi Livio per caso intorno al 2002: ora fa il pittore!!!
Vi invito a digitare sul motore di ricerca che preferite il suo nome e a godervi la sua arte.
Grazie Livio!!!!
Sunday, March 1, 2009
IMPRESSIONI...DI FEBBRAIO
Febbraio è un mese strano.
Anche perchè dura poco,ogni tanto decide di farsi un giorno in più ed i nati in quel giorno sono un pò speciali a loro modo,sembrano non invecchiare mai.
Un paio di giorni fa ho sognato una mega session su una rampa in mezzo al verde.
Non saprei dirvi il come e il quando.
Ci saranno stati un centinaio di skater,ma tutti rispettavano la session altrui e si divertivano da morire.
Venerdì poi mi sono fermato a fare benzina ad un distributore automatico,facevo il turno di notte e si sa,ad una certa ora si fanno strani incontri.
Un energumeno,neanche tanto in se,tentava di mettere 5 euro nella macchinetta bestemmiando tutti i santi del calendario e santificando la madre del "benzinaro"ogni volta che le banconote venivano rifiutate.
Ho tentato di aiutarlo,ma si vede che qualcuno dall'alto l'aveva sentito.
Ieri tornando da Milano,causa sciopero dei casellanti,non ho pagato l'autostrada...è vero siamo a marzo...ma che importa,l'influenza di febbraio si fà ancora sentire.
Anche perchè dura poco,ogni tanto decide di farsi un giorno in più ed i nati in quel giorno sono un pò speciali a loro modo,sembrano non invecchiare mai.
Un paio di giorni fa ho sognato una mega session su una rampa in mezzo al verde.
Non saprei dirvi il come e il quando.
Ci saranno stati un centinaio di skater,ma tutti rispettavano la session altrui e si divertivano da morire.
Venerdì poi mi sono fermato a fare benzina ad un distributore automatico,facevo il turno di notte e si sa,ad una certa ora si fanno strani incontri.
Un energumeno,neanche tanto in se,tentava di mettere 5 euro nella macchinetta bestemmiando tutti i santi del calendario e santificando la madre del "benzinaro"ogni volta che le banconote venivano rifiutate.
Ho tentato di aiutarlo,ma si vede che qualcuno dall'alto l'aveva sentito.
Ieri tornando da Milano,causa sciopero dei casellanti,non ho pagato l'autostrada...è vero siamo a marzo...ma che importa,l'influenza di febbraio si fà ancora sentire.
Tuesday, December 9, 2008
MORNING GLORY
i
Quando skatei in inverno è tutto strano.
Sei coperto da sette strati di vestiti.
Più skatei e più gli strati si assottigliano.
Alle volte ti ritrovi in maglietta con -10 gradi.
Ma spesso ti ritrovi a skateare con l'anima e la passione di sempre.
Nudo dei tuoi pensieri.
Skateare è libertà,creatività,riflessione.
Vedere la città con occhi diversi.
Distinguere forme in maniera differente.
Amo questo pezzo di legno.
Steve mi ha inviato dagli USA questa tavola blank che ricorda la Allen della H-Street.
L'ho montata subito.
Mi trovo bene.
Ai vecchi piace essere nostalgici,ricordare i tempi passati.
Anche con un oggetto.
Push yourself....
Quando skatei in inverno è tutto strano.Sei coperto da sette strati di vestiti.
Più skatei e più gli strati si assottigliano.
Alle volte ti ritrovi in maglietta con -10 gradi.
Ma spesso ti ritrovi a skateare con l'anima e la passione di sempre.
Nudo dei tuoi pensieri.
Skateare è libertà,creatività,riflessione.
Vedere la città con occhi diversi.
Distinguere forme in maniera differente.
Amo questo pezzo di legno.
Steve mi ha inviato dagli USA questa tavola blank che ricorda la Allen della H-Street.L'ho montata subito.
Mi trovo bene.
Ai vecchi piace essere nostalgici,ricordare i tempi passati.
Anche con un oggetto.
Push yourself....
Friday, November 7, 2008
CIBO DA SCHEITER

Da quando li ho ritrovati ne sono diventato ancora dipendente...e sì sembra strano ma in Lombardia di questo sublime prodotto da forno neanche l'ombra! Ringrazio il buon Otti per avermi introdotto nella dipendenza da Giambonetti anni e anni fa quando prima di andare al Bissuola a scorrazzare con gli scheitboy ci si fermava in quel piccolo negozio di alimentari(che ora credo sia chiuso)vicino a p.le Roma a Venezia...ora dopo tanto tempo ritrovarli mi ha restituito l'antico vigore perso e mi ha donato superpoteri incredibbbbbbili!!!!
Scherzo...ben ritrovati comunque cari Giambonetti
Monday, September 1, 2008
WORKING CLASS HERO
Ho avuto il piacere di lavorare per 7 anni in un supermercato di una nota azienda leader in italia,non la nomino direttamente per ragioni personali,ma per farvi capire e quella che ce l'ha più lunga di tutti e dove i suoi pubblicitari si fanni di acidi,guardano la frutta e vedono john lemon!!!
Come lavoro non è male ma vi dico subito che è più o meno come fare assistenza sociale o diverse volte ti capita di fare anche da giudice di pace fra marito e moglie.
Io in particolare ero addetto al reparto gastronomia, percui vi lascio immaginare che palmares di richieste e castronerie mi è toccato sentire in quegli anni.
Da chi voleva 80 grammi di zola per il gatto a chi voleva rimanere in forma e mangiare magro a chi lo voleva sottile,chi grosso,chi non sapeva cosa voleva e chi sapeva troppo,ma i migliori erano quelli che ti arrivavano in chiusura con le richieste più allucinanti e le frustrazioni peggiori da scaricare sul salumiere che il destino gli aveva serbato attraverso la macchinetta dei numeri.
La categoria che preferivo era quella dei vecchiettini e dei pazzi: i primi,una volta conquistata la loro fiducia con il crudo dolce e sottile erano pronti a farti da nonno e da guardia del corpo nel caso qualcuno si sarebbe lamentato del tuo operato in loro presenza;
gli altri ti facevano passare dei momenti di allegria con le loro grida o con azioni di appropriamento indebito di merce varia!!!
E poi ogni volta che facevo chiusura rischiavo la vita e il culo: lavoravo in una nota via di Milano famosa per la prostituzione ma ultimamente era più famosa per i travoni che la popolano,parcheggiavo la bici fuori, e capitava spesso e volentieri che qualche "signorina" dal vocione da gorilla mi chiedesse se per caso avessi vogli di fare l'amore a poco prezzo dopo una giornata in quell'istituto per deviati mentali!!!
Slegavo (senza piegarmi a 90°) e scappavo!!!!
Consiglio l'esperienza a chi vorrebbe laurearsi in psicologia,antropologia e scienza della comunicazione...credetemi vi servirà...se resistete!!!!
So solo una cosa che ero veramente un working class hero
Come lavoro non è male ma vi dico subito che è più o meno come fare assistenza sociale o diverse volte ti capita di fare anche da giudice di pace fra marito e moglie.
Io in particolare ero addetto al reparto gastronomia, percui vi lascio immaginare che palmares di richieste e castronerie mi è toccato sentire in quegli anni.
Da chi voleva 80 grammi di zola per il gatto a chi voleva rimanere in forma e mangiare magro a chi lo voleva sottile,chi grosso,chi non sapeva cosa voleva e chi sapeva troppo,ma i migliori erano quelli che ti arrivavano in chiusura con le richieste più allucinanti e le frustrazioni peggiori da scaricare sul salumiere che il destino gli aveva serbato attraverso la macchinetta dei numeri.
La categoria che preferivo era quella dei vecchiettini e dei pazzi: i primi,una volta conquistata la loro fiducia con il crudo dolce e sottile erano pronti a farti da nonno e da guardia del corpo nel caso qualcuno si sarebbe lamentato del tuo operato in loro presenza;
gli altri ti facevano passare dei momenti di allegria con le loro grida o con azioni di appropriamento indebito di merce varia!!!
E poi ogni volta che facevo chiusura rischiavo la vita e il culo: lavoravo in una nota via di Milano famosa per la prostituzione ma ultimamente era più famosa per i travoni che la popolano,parcheggiavo la bici fuori, e capitava spesso e volentieri che qualche "signorina" dal vocione da gorilla mi chiedesse se per caso avessi vogli di fare l'amore a poco prezzo dopo una giornata in quell'istituto per deviati mentali!!!
Slegavo (senza piegarmi a 90°) e scappavo!!!!
Consiglio l'esperienza a chi vorrebbe laurearsi in psicologia,antropologia e scienza della comunicazione...credetemi vi servirà...se resistete!!!!
So solo una cosa che ero veramente un working class hero
Sunday, August 31, 2008
LA MONTY NOLDER
Non riuscivo ad aspettare...volevo scrivere su questa bella gioia l'anno prossimo in concomitanza con i miei 20 anni di "amore per questo sport!!!" ma rivederla ogni volta che faccio visita a mia mamma,dove è gelosamente custodita, mi ha spinto a raccontarvi la sua storia.
Ho iniziato comprando le ruote:delle vision shredders che ai tempi erano moolto radicali ma in compenso la mescola magica che usavano un tempo(ma chi le faceva??Panoramix?Gandalf?il mago Zurlì??)mi permetteva di scheitare su ogni terreno,anche perchè non esistevano gli spot di adesso super perfetti e ci si accontentava anche di un marciapiede.
Venne dunque il momento di procurarsi i truck,anche perchè usavo quelli giocattolo ed anche la tavola era dello stesso seme,con un pò di risparmio sulle mancette che elargiva quella santa donna di mia mamma,il mio set up era quasi pronto...mancava la tavola!!!
Che dilemma quell'estate dell'89...ero con Nicola all'Elba, lui aveva una Natas,mi diede un sacco di consigli ma avevo un chiodo fisso: la Monty Nolder della BBC!!!!
Mi piaceva un sacco:la grafica col cane,la forma...era la mia tavola e la sognavo la notte.
Feci un ulteriore razionamento dei soldi per le vacanze,qualche mancetta dai nonni,un "contributo statale"del mio sponsor storico(mia mamma!!)e al ritorno dalle ferie mi fiondai da Falco in p.zza Maciachini(non esiste più dal '93),indicai senza esitazione alle propietarie la tavola che avevo sognato tutta l'estate!!!Completai l'opera con un tamarrissimo grip lilla!!!Ma chissenefrega avevo la mia tavola!!!
Passai il pomeriggio nella via vicino al negozio ad imparare ad ollare e dopo diversi tentativi la manovra era mia.
Tornai a casa soddisfatto,quella notte sognai rampe e manovre,al risveglio controllai se c'era davvero,ed era lì pronta per il prossimo giorno...se tutt'ora dopo 20 anni provo ancora passione per lo skateboarding devo ringraziare la mia Monty Nolder!!!!!
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