Mi trovo come ogni domenica mattina a riascoltare un vecchio rito di famiglia:la canzone della domenica.
Mio padre la metteva sempre e blaterava di strane parentele con l'artista che la eseguiva.
Fanculo.
Ci svegliava con quella dolce musica per prepararci alla follia che sarebbe seguita nell'arco della giornata, quando l'alcool copioso avrebbe riempito il suo cervello.
Tappeti sonori sulle vite di miseri esseri umani, vaganti nel mare del destino.
E giù di violenza gratuita.
Mamma era la più debole e quante volte l'abbiamo protetta con i nostri gracili corpi di bambini,presto lividi dal dolore ma fieri nell'animo.
Conosco ogni nota ed ogni passaggio di questa fottuta canzone come un mantra che da più di trent'anni risuona nelle mie membra.
Magia mutevole, segna stati d'animo indelebilmente,mi scuote, mi regala tristezze e gioie.....ma quanto è bella;
Lascio che Morfeo mi guidi nel mondo che preferisco ,dove non esistono blocchi o veti ed anche San Francisco da quassù ,sembra meno un cazzo d'inferno.
Anche per noi latini,eterni disarmonici esseri costantemente sul filo del rasoio.
La canzone scorre........il caldo aumenta.......ogni tanto l'ho anche ascoltata mentre si andava a fare qualche lavoretto di pulizia........quel tipo di pulizia intendo:quando un uomo si ritiene al di sopra di Dio scegliendo la sorte di qualcun'altro, premendo un grilletto di un arma puntata su un viso che gronda pietà.
Le storie di angeli non mi sono mai piaciute...ma questa canzone sì.
La lascio scorrere dolcemente sui miei ricordi e sulle mie azioni.
Mi faccio schifo da quanto posso essere poeta.
Mi faccio schifo da quanto posso essere giudice per questa vita e per quelle degli altri.
Ritorno nella quieta disperazione della normalità con lo sfumare finale delle ultime note....la solita domanda mi pervade:ma come cazzo finirà sul serio Samba pa ti di Santana?
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Tuesday, August 10, 2010
Wednesday, July 21, 2010
SKEITATA MATTUTINA
Tuesday, July 6, 2010
SKATEA DURO SENZA PAURO!!!
Vi posto la storia di Fritz pubblicata qualche anno fà su Skatemap....meditate nuove generazioni......meditate!!!
La Vera Storia di Skate Or Suck!
TXT: Giorgio -Fritz- Cont .
Ho iniziato a skateare nel 1977. Cazzo, erano un sacco di anni fa. A pensarci adesso, proprio tanti. Credo che, come tutti quelli che hanno iniziato in quell’epoca, il punto di partenza sia stato il filmato di una trasmissione che si chiamava “Odeon” dove si vedeva una banda di pazzi scatenati che shreddavano un ditch e uno di loro si pigliava una capocciata incredibile cercando di entrare in una specie di minitunnel. Il richiamo masochistico è stato irresistibile.Ma dove diavolo si poteva trovare uno skateboard? Qui, in Italia? A Vercelli, poi??? Bisognava costruirselo. Era molto semplice: un’asse di legno marcio, ruote (di legno o plastica dura) e trucks smontati e rubati dai pattini di qualche cuginetta distratta. Andarci era molto meno semplice, ti spiaccicavi come un cane rognoso, ma niente era stato mai così divertente. Non potevi più smettere, diventavi subito skate-tossico e ti vantavi con le betties (che tanto non te la davano) di tutte quelle croste e cicatrici. Poi sono arrivati i primi skate rudimentali che parenti ed amici ti portavano dall’Inghilterra o se c’avevi più culo dagli States, era già un’altra cosa.In tutta Italia cominciavano a nascere i primi focolai di pazzi maniaci, il più delle volte randagi che skateavano da soli o in piccoli branchi selvaggi, ma che, per delle strane ragioni del destino, finivano per incontrarsi e conoscersi nei posti e nei modi più assurdi e impensati. Stava nascendo “la Scena Skate italiana”.Addirittura stavano nascendo le prime rampe. C’erano skater a Biella e dintorni ( e lì, per quanto ne so, c’è stato anche il primo half-pipe, precisamente in quel posto sperduto di Cossato), c’era parecchia gente a Genova (rampa inclusa, gestita dai Contati Brothers, da Ragno & compagnia bella), a Torino scorazzavano i Nelzi Brothers, Saverio “Woptime”, Tosco e compagni (amati e odiati e considerati super teppa alla DogTown perché erano veramente rozzi e grezzi per quei tempi), c’era un sacco di movimento a Verona (Cecco Ugolini è stato uno dei primi grandi all-round skater, un amico ed un’ispirazione) e Monza/Milano (Bonasson – un evergreen per tutte le stagioni, Paulicelli, il Panettiere Volante, ecc.). E qualcosa si stava muovendo anche a Roma (Jekill, Yogi e suo fratello Max. Max?). Ad Entracque, vicino a Cuneo c’erano dei famigerati Tubes cementoidi e a Rho c’era un lungo Ditch tipo Hawaii (vabbè, quasi). Per quanto riguarda il sud e le isole non mi risulta che ci fosse più di tanto, ma sicuramente per ignoranza e lontananza mia, perché qualcosa doveva pur esserci. A Vercelli c’ero io, perso con me stesso tra lo skate, la birra e il rumore.La colonna sonora di quei tempi erano Ted Nugent e i Kiss prima, poi i Ramones, i Pistols, i Clash e a seguire, Black Flag, Circe Jerks, X e tutti i gruppi hardcore-punk italiani dell’epoca, per citarne solo alcuni: Crash Box, Indigesti, CCM e Negazione. Lo skateboard è sempre andato di pari passo (o di pari ruota) con il punk e tutto questo continua ancora adesso. Gli unici spazi che ci davano ospitalità erano gli squat e i centri sociali: il primo Virus, i vari Leoncavallo a Milano, il Victor Charlie a Pisa, ecc.In Italia chiaramente non esistevano riviste patinate né tanto meno video o internet, quindi se volevi vederti qualcosa, l’unica soluzione era sbatterti per recuperare in qualche edicola internazionale una copia di “Skateboarder” o del più raro “Skateboarding World”. Se riuscivi a trovarla ti masturbavi selvaggiamente sognando California, tutte quelle tavole, quelle fighe e quei posti incredibili. Probabilmente proprio da queste carenze di informazioni e ancor di più dalla voglia di tenersi in contatto tra i pochi disperati che eravamo allora, nascono le fanzine o come le chiamavamo noi: LE FANZE.Per quel che mi ricordo, l’esempio dal quale tutto è partito è stata la mitica “T.V.O.R – Teste Vuote, Ossa Rotte” dell’insuperabile Stiv “Rottame” Valli. Era una fanza punk/hardcore, ma aperta anche allo skate. Era bellissima, grande, spessa, stampata in un bel bianco nero opaco e supercontrastato, con migliaia di foto, interviste, fotoromanzi, stronzate e chi più ne ha più ne metta. E poi, era divertentissima. La prima fanza di puro skate è stata invece l’indimenticabile strepitosa “Vaffanskate!”, fotocopiata, sfornata, confezionata e distribuita dal genovese Marco Contati. Il formato era un mezzo A4, rigorosamente in bianco e nero e piena di foto, vignette e puttanate. Non mi ricordo se costasse qualcosa, forse solo un contributo per le spese di spedizione. E a Genova c’era anche (vita breve, purtroppo) “La Purga” del mitico “Ragno”, ovvero Enrico Zilli, uno degli skater più creativi e artistoidi che io abbia mai conosciuto, diciamo che era una specie di Mark Gonzales che ha anticipato di anni luce lo street skating, la skate-art, il post-punk e un sacco di altre cose.Su questa scia ho deciso di dar vita a "Skate or Suck" Era il 1984. “SxORSx!” era un progetto a dir poco bizzarro, una pocket-fanza: era un A4, fotocopiato fronte e retro e ripiegato su se stesso in modo diventare più o meno del formato di un “Millelire”. Era dedicata completamente allo skate e alla demenza più estrema, il sottotitolo infatti era “Ultra-Dement-skate-zine”. Era assolutamente gratis, anche le spese di spedizioni (everywhere!), tutto questo grazie alla complicità della mia splendida SkateMum e del posto dove lavorava che ci forniva gentilmente (beh, quasi!) fotocopie, carta, francobolli, ecc.. “SxOrSx!” all’inizio era quasi tutta solo disegnata, zeppa di vignette stupide, ma stupide forti, fortissime.E proprio così ha rapidamente conquistato un pubblico di skater ultradementi. La voglia di divertirsi, stare insieme e far casino, ai tempi, contava più di tutto. A nessuno gliene fotteva un cazzo di sponsor o stronzate del genere a parte gli imbecilli avvoltoi che facevano parte della F.I.H.P. (Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio a Rotelle) che del vero spirito dello skate non aveva capito una mazza, si fottevano i soldi del CONI destinati allo skate e volevano tenere lo “sport” pulito a base di slalom e salto in alto (il freestyle – progenitore del moderno streetstyle, era visto come trasgressivo e quindi osteggiato, per non parlare del downhill – too dangerous – e tantomeno del temutissimo vertical!)
Difatti “SxOrSx!” lottava apertamente, con le armi dell’ironia e della demenza contro tutti questi loschi stupidissimi farabutti. E chi c’era se lo ricorda. Intanto nascevano altre fanze come le ottime “Negative Skaters” e “ Skate Riot” di Roma. A poco a poco “SxOrSx!” cresceva fino a diventare un mezzo A4 e, grazie ad una fitta rete di collaboratori da tutto il mondo (via posta cartacea naturalmente perché le e-mail erano ancora lontane anni luce) si riempiva oltre che di stupidaggini, di deliri rumorosi, di band improbabili e anche di foto fantastiche, ad esempio una delle primissime foto dei Suicidal Tendencies scattata da Glen E. Friedman in persona e mandata dalla sorella di Mike Muir. C’erano picture esclusive dei Jodie Foster Army (la prima – insieme ai Big Boys – band di puro fantastico Skate Rock!), di Tony Alva e di un giovanissimo super flying Christian Hosoi.E “SxorSx!” è stata sempre, fino alla fine, assolutamente GRATIS. E naturalmente 100% skateboarding e sempre, claro che sì, ULTRADEMENTE! L’urlo di battaglia è uno solo: “Skatea duro senza pauro!!!”
La Vera Storia di Skate Or Suck!
TXT: Giorgio -Fritz- Cont .
Ho iniziato a skateare nel 1977. Cazzo, erano un sacco di anni fa. A pensarci adesso, proprio tanti. Credo che, come tutti quelli che hanno iniziato in quell’epoca, il punto di partenza sia stato il filmato di una trasmissione che si chiamava “Odeon” dove si vedeva una banda di pazzi scatenati che shreddavano un ditch e uno di loro si pigliava una capocciata incredibile cercando di entrare in una specie di minitunnel. Il richiamo masochistico è stato irresistibile.Ma dove diavolo si poteva trovare uno skateboard? Qui, in Italia? A Vercelli, poi??? Bisognava costruirselo. Era molto semplice: un’asse di legno marcio, ruote (di legno o plastica dura) e trucks smontati e rubati dai pattini di qualche cuginetta distratta. Andarci era molto meno semplice, ti spiaccicavi come un cane rognoso, ma niente era stato mai così divertente. Non potevi più smettere, diventavi subito skate-tossico e ti vantavi con le betties (che tanto non te la davano) di tutte quelle croste e cicatrici. Poi sono arrivati i primi skate rudimentali che parenti ed amici ti portavano dall’Inghilterra o se c’avevi più culo dagli States, era già un’altra cosa.In tutta Italia cominciavano a nascere i primi focolai di pazzi maniaci, il più delle volte randagi che skateavano da soli o in piccoli branchi selvaggi, ma che, per delle strane ragioni del destino, finivano per incontrarsi e conoscersi nei posti e nei modi più assurdi e impensati. Stava nascendo “la Scena Skate italiana”.Addirittura stavano nascendo le prime rampe. C’erano skater a Biella e dintorni ( e lì, per quanto ne so, c’è stato anche il primo half-pipe, precisamente in quel posto sperduto di Cossato), c’era parecchia gente a Genova (rampa inclusa, gestita dai Contati Brothers, da Ragno & compagnia bella), a Torino scorazzavano i Nelzi Brothers, Saverio “Woptime”, Tosco e compagni (amati e odiati e considerati super teppa alla DogTown perché erano veramente rozzi e grezzi per quei tempi), c’era un sacco di movimento a Verona (Cecco Ugolini è stato uno dei primi grandi all-round skater, un amico ed un’ispirazione) e Monza/Milano (Bonasson – un evergreen per tutte le stagioni, Paulicelli, il Panettiere Volante, ecc.). E qualcosa si stava muovendo anche a Roma (Jekill, Yogi e suo fratello Max. Max?). Ad Entracque, vicino a Cuneo c’erano dei famigerati Tubes cementoidi e a Rho c’era un lungo Ditch tipo Hawaii (vabbè, quasi). Per quanto riguarda il sud e le isole non mi risulta che ci fosse più di tanto, ma sicuramente per ignoranza e lontananza mia, perché qualcosa doveva pur esserci. A Vercelli c’ero io, perso con me stesso tra lo skate, la birra e il rumore.La colonna sonora di quei tempi erano Ted Nugent e i Kiss prima, poi i Ramones, i Pistols, i Clash e a seguire, Black Flag, Circe Jerks, X e tutti i gruppi hardcore-punk italiani dell’epoca, per citarne solo alcuni: Crash Box, Indigesti, CCM e Negazione. Lo skateboard è sempre andato di pari passo (o di pari ruota) con il punk e tutto questo continua ancora adesso. Gli unici spazi che ci davano ospitalità erano gli squat e i centri sociali: il primo Virus, i vari Leoncavallo a Milano, il Victor Charlie a Pisa, ecc.In Italia chiaramente non esistevano riviste patinate né tanto meno video o internet, quindi se volevi vederti qualcosa, l’unica soluzione era sbatterti per recuperare in qualche edicola internazionale una copia di “Skateboarder” o del più raro “Skateboarding World”. Se riuscivi a trovarla ti masturbavi selvaggiamente sognando California, tutte quelle tavole, quelle fighe e quei posti incredibili. Probabilmente proprio da queste carenze di informazioni e ancor di più dalla voglia di tenersi in contatto tra i pochi disperati che eravamo allora, nascono le fanzine o come le chiamavamo noi: LE FANZE.Per quel che mi ricordo, l’esempio dal quale tutto è partito è stata la mitica “T.V.O.R – Teste Vuote, Ossa Rotte” dell’insuperabile Stiv “Rottame” Valli. Era una fanza punk/hardcore, ma aperta anche allo skate. Era bellissima, grande, spessa, stampata in un bel bianco nero opaco e supercontrastato, con migliaia di foto, interviste, fotoromanzi, stronzate e chi più ne ha più ne metta. E poi, era divertentissima. La prima fanza di puro skate è stata invece l’indimenticabile strepitosa “Vaffanskate!”, fotocopiata, sfornata, confezionata e distribuita dal genovese Marco Contati. Il formato era un mezzo A4, rigorosamente in bianco e nero e piena di foto, vignette e puttanate. Non mi ricordo se costasse qualcosa, forse solo un contributo per le spese di spedizione. E a Genova c’era anche (vita breve, purtroppo) “La Purga” del mitico “Ragno”, ovvero Enrico Zilli, uno degli skater più creativi e artistoidi che io abbia mai conosciuto, diciamo che era una specie di Mark Gonzales che ha anticipato di anni luce lo street skating, la skate-art, il post-punk e un sacco di altre cose.Su questa scia ho deciso di dar vita a "Skate or Suck" Era il 1984. “SxORSx!” era un progetto a dir poco bizzarro, una pocket-fanza: era un A4, fotocopiato fronte e retro e ripiegato su se stesso in modo diventare più o meno del formato di un “Millelire”. Era dedicata completamente allo skate e alla demenza più estrema, il sottotitolo infatti era “Ultra-Dement-skate-zine”. Era assolutamente gratis, anche le spese di spedizioni (everywhere!), tutto questo grazie alla complicità della mia splendida SkateMum e del posto dove lavorava che ci forniva gentilmente (beh, quasi!) fotocopie, carta, francobolli, ecc.. “SxOrSx!” all’inizio era quasi tutta solo disegnata, zeppa di vignette stupide, ma stupide forti, fortissime.E proprio così ha rapidamente conquistato un pubblico di skater ultradementi. La voglia di divertirsi, stare insieme e far casino, ai tempi, contava più di tutto. A nessuno gliene fotteva un cazzo di sponsor o stronzate del genere a parte gli imbecilli avvoltoi che facevano parte della F.I.H.P. (Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio a Rotelle) che del vero spirito dello skate non aveva capito una mazza, si fottevano i soldi del CONI destinati allo skate e volevano tenere lo “sport” pulito a base di slalom e salto in alto (il freestyle – progenitore del moderno streetstyle, era visto come trasgressivo e quindi osteggiato, per non parlare del downhill – too dangerous – e tantomeno del temutissimo vertical!)
Difatti “SxOrSx!” lottava apertamente, con le armi dell’ironia e della demenza contro tutti questi loschi stupidissimi farabutti. E chi c’era se lo ricorda. Intanto nascevano altre fanze come le ottime “Negative Skaters” e “ Skate Riot” di Roma. A poco a poco “SxOrSx!” cresceva fino a diventare un mezzo A4 e, grazie ad una fitta rete di collaboratori da tutto il mondo (via posta cartacea naturalmente perché le e-mail erano ancora lontane anni luce) si riempiva oltre che di stupidaggini, di deliri rumorosi, di band improbabili e anche di foto fantastiche, ad esempio una delle primissime foto dei Suicidal Tendencies scattata da Glen E. Friedman in persona e mandata dalla sorella di Mike Muir. C’erano picture esclusive dei Jodie Foster Army (la prima – insieme ai Big Boys – band di puro fantastico Skate Rock!), di Tony Alva e di un giovanissimo super flying Christian Hosoi.E “SxorSx!” è stata sempre, fino alla fine, assolutamente GRATIS. E naturalmente 100% skateboarding e sempre, claro che sì, ULTRADEMENTE! L’urlo di battaglia è uno solo: “Skatea duro senza pauro!!!”
Tuesday, November 24, 2009
CARO VECCHIO GRATOSOGLIO

Caro vecchio Gratosoglio nel tuo cemento consumato e nei tuoi coping schiacciati sono racchiuse mille emozioni fatte di legno ed uretano.
Per chi ti ha vissuto sin dal primo giorno rimarrai sempre e per sempre il primo concrete park italiano.
La prima volta che ti vidi pensai:"..Che piccolo..."
ma nel corso degli anni capii quanto tu fossi grande.
Quando ti prendevamo sottogamba ci ricordavi sempre la tua supremazia facendoci assaggiare di che pasta eri fatto.
Quanti skater ho visto martoriare il tuo corpo, quante indimenticabili session notturne illuminate dai fari delle nostre macchine aspettando il sole dopo serate briscole.
La gente che passava guardava e non capiva,chi capiva ci stava e chi voleva farci capire se ne andava sopraffatto... perchè come fai a capire se non bruci di vita.
Caldi pomeriggi...afa infernale...respiravi california ma eri nella periferia e... dio come si sta bene ai margini della città...
Il verde del prato contrastava col bianco del tuo cemento in quelle giornate ed era bello solo guardarti mentre si riposava sdraiati sul prato immaginando la prossima session.
Nel freddo inverno trasudavi di umidità e più di una volta il tragitto per venirti a trovare finiva in un nulla di fatto perchè eri indomabile e le mie ossa se lo ricordano.
Grazie per i primi carve,le misure imperfette,la demo death box,le zanzare assassine,i coping disfatti,il caos party,gli scazzi con i tamarri,la fontanella sempre più distante,alla hip killer sulla bowl,per le session del jep e del Bonassi,al vicino supermarket,i buchi,il tombino assassino,alla slaidiera in cemento capita da pochi,le ringhiere-sega che ti aprivano la tavola ad ogni impatto,per i cm di pelle lasciati quà e là,per qualche osso o articolazione lasciato/a quà e là,per le risate,per le faccie nuove e vecchie,per le manovre sbagliate e per quelle chiuse.
Grazie,caro vecchio Gratosoglio.
(ph.courtesy of theboardfathers)
Monday, November 2, 2009
LA CURIOSA ESPERIENZA DEL SIGNOR GEORGE ADAMSKI
George Adamski fu uno dei più famosi "contattisti" esistenti,cittadino americano di origini polacche conquistò le cronache dei tempi per aver avuto degli incontri con esseri extraterrestri provenienti da Venere.
Questi esseri erano di fattezze simili alle nostre e predicavano una sorta di pace universale e di rispetto verso il pianeta terra.George si prodigò nel diffondere e descrivere le sue esperienze con dei libri che a distanza di anni affascinano chi come me non crede a tutti i vari esseri grigi o verdognoli che rapiscono quà e là esseri umani per divertimento.
La cosa più straordinaria di quest'uomo è che venne preso in seria considerazione dal governo americano tantè che venne sepolto nel cimitero degli eroi...non male per un immigrato polacco che faceva il ristoratore!!!
Rimane affascinante la sua esperienza e i suoi messaggi,veri o finti che siano,rappresentano un esempio di amore verso la terra e verso i rapporti fra esseri umani.
Se queste mie parole vi hanno affascinato vi invito a conoscere più a fondo la storia di quest'uomo(anche se siete scettici sull'argomento)e a leggere i suoi libri,una testimonianza importante di questi tempi dove l'argomento ufo ed annessi viene "caricato"di finzioni a non finire per lo spettacolo generale.
Saturday, September 12, 2009
IL MITICO "COREYOBBRAIAN"
L'altra sera curiosavo su www.artofskateboarding.com e vedendo grafiche di storici pro model mi sono imbattuto nella mitica "COREYOBBRAIAN"...quella trooppo hardcore...quella con la morte con la palla infuocata...ahhhh gli anni 80 bei tempi con tutte quelle grafiche aggressive: "ragni,teschi,ossa",come disse in THRASHIN' Crissy a Corey Webster prima di fargli vedere la sua di gra-fica!!!
Correva l'anno 1989 e me la scorazzavo felice con la mia BBC Monty Nolder, quando incontrai Giulio,nel vederlo lo vidi pervaso da uno strano potere occulto: aveva appena acquistato la mitica "COREYOBBRAIAN".
Ai tempi aleggiavano racconti misteriosi su questo pro della Santa Cruz ed altrettante leggende metropolitane su chi possedeva questa tavola: sembrava dare strani poteri nella chiusura dei tricks.
Di poteri il caro Giulio non ne aveva di certo bisogno,era già per i tempi un talento naturale,ma questa tavola sembrava adattarsi ad ogni idea del ragazzo.
Nel frattempo girava voce che sarebbero arrivati al Palalido in tour gli ammerregani del team S.C e udite udite...il mitico "COREYOBBRAIAN".
Riuscimmo a prendere i biglietti dando fondo alle poche lire che avevamo a disposizione e la sera prima dell'evento rimasi a casa di Giulio a non-dormire,visto che era logisticamente più vicina alla fermata del bus che ci avrebbe portato al palazzetto.
Eravamo elettrizzati:era per noi la prima demo che andavamo a vedere con degli americani!!
Arrivò la fatidica giornata,tutto era perfetto, dal pubblico pagante sino alla ragazza che vendeva le bibite e l' immensa mini costruita per l'evento:una meraviglia con estensioni,spina,gobba e tutto ciò che si poteva avere in una struttura del genere(tenete conto che era il 1989).
I pro erano decisamente gasati:Dressen era innovativo con i suoi liptrick,Edges continuava a fare handplant ovunque ed in tutte le salse,addirittura Salba nonostante la panza riusciva a stupirci e rimarrà sempre nel mio cuore la skateata al Lido di Milano con lui : la prima pool in vita mia...a pensarci di farlo adesso con tutte le telecamere...per farla breve:il mitico Salba girando fuori dal palazzetto non potè non notare la piscina vuota con quei bordi così invitanti e skateabili, tutti quelli che erano fuori con lui(una ventina buona di persone,compresi noi due) scavalcarono la ringhiera skateammo la piscina, facendoci sognare di essere a Pipeline..maaa dimenticavo una personcina....il mitico "COREYOBBRAIAN" dov'era?!?!?!
Bhe se devo descrivere la sua prestazione non posso non usare le parole che Giulio disse dopo quella sera e riecheggiano nella mia memoria :"...quel figlio di puttana mi disonora la tavola!!!".
Ecco tutto ciò che pensarono quella sera tutti i "COREYOBBRAIAN" fans e per molto tempo a venire...il loro pro preferito non era altro che una schiappa totale ed obbiettivamente pro era una parola grossa...andatevi a vedere "street on fire" anche adesso...daiii non era un granchè...potere della grafica o no....pro o meno...direi evviva il mitico "COREYOBBRAIAN"!!!!
Saturday, August 22, 2009
SUPPORT YOUR LOCAL SKATEBOARDER
Malik è il protagonista di questo post!!!Questo ragazzino originario del Burkina Faso mi tiene spesso compagnia nelle solitarie skateate a Grumolo,nelle pause gli passavo la tavola per farlo girare un pò e nei suoi occhi leggevo la voglia che aveva di provare ed avere uno skate.
Nell'ultimo periodo ho messo insieme un set-up per lui con materiale di tutto rispetto e gli ho customizzato una tavola con gli spray...oggi finalmente sono riuscito ad incontrarlo per dargliela!!
Gli ho scattato questa foto dove si capisce tutto.
Non è la prima volta che faccio questo tipo di regali a qualcuno,ma credo che piuttosto che tenere una tavola o altro lì ferme preferisco regalarle ad un ragazzino come Malik che magari non diventerà mai un pro ma almeno riuscirà a cogliere meglio di altri la vera essenza dello skate!!!
Friday, May 1, 2009
PICCOLI GRANDI UOMINI:LIVIO "SKORPIO" COGOLI
Skorpio skateshop nacque quasi per caso dalla passione per la tavola di Ale (il figlio )che convinse il padre a prendere delle tavole e venderle nel loro negozio di abbigliamento...ben presto le tavole furono vendute e Livio si appassionò come il figlio allo skate.
Cambiò totalmente il negozio ad uso e consumo degli skaters, il fattore più importante che lo rendeva diverso dagli altri skateshop era la determinazione, la voglia di far crescere lo skate a Milano ed in Italia di Livio.
Livio era un papà per noi ragazzacci ribelli:ci accompagnava ai contest ,se non avevi abbastanza soldi ti permetteva di avere lo stesso un set up decente pagando piano piano il tutto(naturalmente non mancavano gli approfittatori)e merce molto rara (ai tempi) si sbatteva un casino per costruire strutture tantè che riusci a far costruire una delle prime mini indoor(cso Pergola) a Milano.
Quando pioveva ci si ritrovava nel suo negozio e gli davamo una mano nello scegliere le cose da vendere,perche il signor Cogoli ASCOLTAVA E SUPPORTAVA LO SKATER!!!!
Ben presto si costruì un team di tutto rispetto fatto da volti nuovi della scena milanese e non:Cristian Palmiotto,Ale Lo Schiavo,Christian Cannella e dalla sardegna Fabrizio Frau e Francesco Pace.
Una delle azioni sovversive di Livio che ricordo con commozione ed ammirazione fu l'ANARCONTEST:occupò la via adiacente allo shop e grazie ai ragazzi della Pergola venne costruito un funbox con tanto di handrail e organizzato un contest!!!
C'era un sacco di gente da Edo Tagliavini ad Alex Esposito fra i pro dell'epoca...la gente era sconvolta, gli skater entusiasti e le forze dell'ordine anche....ma il tutto si svolse senza disordini dimostrando come sempre che gli skater sono veramente dei tipi orrigginali!!!!
Con l'avvento del periodo ultratecnico delle "small wheels,big pants" Skorpio iniziò una lenta metamorfosi che portò ben presto alla chiusura del negozio,penso anche per problemi di gestione del negozio:ormai lo skate non buttava più come prima e l'Isola la zona dove era ubicato il negozio si stava trasformando in un quartiere artistoide ultrafico di tendenza.
Rividi Livio per caso intorno al 2002: ora fa il pittore!!!
Vi invito a digitare sul motore di ricerca che preferite il suo nome e a godervi la sua arte.
Grazie Livio!!!!
Monday, January 12, 2009
IL DOTTOR GAETANO
Ecco a voi un mito!
Mio nonno Gaetano,abile artigiano nella riparazione delle scarpe,parrucchiere ed anche all'occorrenza...dottore!!!
Sa riconoscere a distanza se le vostre scarpe o la vostra tavola necessitano di manutenzione!
In gioventù si è divertito parecchio e la storia che preferisco è quella di quando si è finto dottore,complice un amico, per visitare una paziente giovane ed attraente...cheddire...
GAETANO FOR PRESIDENT!!!!!!!!!
Tuesday, December 9, 2008
MORNING GLORY
i
Quando skatei in inverno è tutto strano.
Sei coperto da sette strati di vestiti.
Più skatei e più gli strati si assottigliano.
Alle volte ti ritrovi in maglietta con -10 gradi.
Ma spesso ti ritrovi a skateare con l'anima e la passione di sempre.
Nudo dei tuoi pensieri.
Skateare è libertà,creatività,riflessione.
Vedere la città con occhi diversi.
Distinguere forme in maniera differente.
Amo questo pezzo di legno.
Steve mi ha inviato dagli USA questa tavola blank che ricorda la Allen della H-Street.
L'ho montata subito.
Mi trovo bene.
Ai vecchi piace essere nostalgici,ricordare i tempi passati.
Anche con un oggetto.
Push yourself....
Quando skatei in inverno è tutto strano.Sei coperto da sette strati di vestiti.
Più skatei e più gli strati si assottigliano.
Alle volte ti ritrovi in maglietta con -10 gradi.
Ma spesso ti ritrovi a skateare con l'anima e la passione di sempre.
Nudo dei tuoi pensieri.
Skateare è libertà,creatività,riflessione.
Vedere la città con occhi diversi.
Distinguere forme in maniera differente.
Amo questo pezzo di legno.
Steve mi ha inviato dagli USA questa tavola blank che ricorda la Allen della H-Street.L'ho montata subito.
Mi trovo bene.
Ai vecchi piace essere nostalgici,ricordare i tempi passati.
Anche con un oggetto.
Push yourself....
Sunday, October 12, 2008
SKATE....OR DIE!!! una leggenda tutta italiana
Nata nel luglio/agosto dell'89 dalla redazione dell'ormai defunto "il Paninaro" sull'onda dell'ormai nuova moda arrivata dall'ammerrega...
Articoli sulla "SKATEMANIA" a Milano e Roma ,le "SKATE BRIGADES"e insulse foto-sequenze su trick inesistenti fecero di questa rivista un must per tutti gli amanti del thrash all'italiana.
Dunque sono orgoglioso di riproporvi alla lettera la chicca di questo primo numero: LE LEGGI DELLE 12 TAVOLE:I 10 COMANDAMENTI DELLO SK8TER
1:fregarsene delle leggi e di tutto quello che non ti fà divertire cioè skeitare
2:mangiare dove e quando capita.
3:sognare la california
4:disegnarsi da soli magliette e tavole.
5:non tirarsela non fare i poser.
6:sapersela cavare in ogni situazione.
7:fregarsene delle tipe(però farsele)
8:non strafare,è brutto stare fermi perchè ci si è fatti male.
9:portare le scarpe sempre alte.
10:convincer la gente che lo skateboard è uno sport non un gioco nè una moda nè un crimine.
Lascio a voi il compito di rispettare tali comandamenti per trovare la via della redenzione maledetti infedeli!!!!
Ecclesiasticamente vostro Don Marco.
Sunday, September 7, 2008
MARCO'S ITALIAN MEMORABILIA
Salve a tutti!!
Scusate per non aver aggiornato il blog ma ho preferito scheitare un pò...preso dalla "fotta" ho voluto provare handplant su una struttura non molto consigliabile per quel tipo di trick...non ho riportato danni gravi,non ho chiuso il trick ma vi prometto che se lo chiudo lo filmo!!!!
Ma che mal di braccia...mi sa che uno strappettino l'ho preso però...sapete l'età...ma bando alle ciance volevo mostrarvi un pezzo che conservo con gioia e se verrete a trovarmi non esiterò a mostrarvelo...eeeee ma cosa avete capito!!!Si tratta del numero dell'agosto 89 della mitica ed ineguagliabile rivista Skate Snow Board!!!!!
Donatami dal mitico Nicola Colombo,che continuo a ringraziare per l'ispirazione!!!
Il numero era veramente "pregno e fregno"...si partiva col tour Gotcha il 17-18 giugno a Cervia,vedeva come protagonisti:Lester Kasai,Salba e Volker Lux il tedesco volante che spadroneggiava nei contest italiani in quel periodo.
Seguiva il reportege del contest di Verona con la vittoria di Paolo Nelzi in street e l'onnipresente Volker in rampa.
L'intervista del mese era dedicata a Fulvio Nelzi...trooppo avanti per i tempi e trooppo sciallato:skate for fun!!!!
Per la mitica rubrica"beccati 'sto tipo" mini interviste a Paulicelli(ciao minù come va???),Pantaleoni,Alex Bilodeau.
Un articolo sull'arresto a Milano di Marco Contati che fece scalpore ai tempi,ne parlarono addirittura al tg,una cosa molto alla street on fire:skateboarding on a public street!!!!!!
Per concludere sequenze con indy nose pick di Fulvio Nelzi e fakie 180° fast plant by Iena Sgaramella!!!
Cheddire...non me ne vogliano gli amici di 6:00am e di Skateboard magazine,ma di riviste così,a mio parere,non ne farà nessuno per un bel pò...belle foto,interviste COERENTI(lo sottolineo apposta e chi ha orecchie per intendere intenda!!!),contenuti mai banali.
Ogni volta che usciva,allegato a winsurf italia,ci si fiondava in edicola...dopo un pò prese la sua strada diventando indipendente da wind ma non perse di valore ed anzi ne acquistò in contenuti e collaboratori.
Quando l'ennesima ondata dello scheit in italia passò,il prode Contati portò sul groppone l'eredità facendola diventare una fanzine,dopo un pò sparì anch'essa ma chi se la ricorda e ne conserva da qualche parte fiero anche solo un numerola considera ancora LA rivista di skateboard in Italia!!!
Monday, September 1, 2008
WORKING CLASS HERO
Ho avuto il piacere di lavorare per 7 anni in un supermercato di una nota azienda leader in italia,non la nomino direttamente per ragioni personali,ma per farvi capire e quella che ce l'ha più lunga di tutti e dove i suoi pubblicitari si fanni di acidi,guardano la frutta e vedono john lemon!!!
Come lavoro non è male ma vi dico subito che è più o meno come fare assistenza sociale o diverse volte ti capita di fare anche da giudice di pace fra marito e moglie.
Io in particolare ero addetto al reparto gastronomia, percui vi lascio immaginare che palmares di richieste e castronerie mi è toccato sentire in quegli anni.
Da chi voleva 80 grammi di zola per il gatto a chi voleva rimanere in forma e mangiare magro a chi lo voleva sottile,chi grosso,chi non sapeva cosa voleva e chi sapeva troppo,ma i migliori erano quelli che ti arrivavano in chiusura con le richieste più allucinanti e le frustrazioni peggiori da scaricare sul salumiere che il destino gli aveva serbato attraverso la macchinetta dei numeri.
La categoria che preferivo era quella dei vecchiettini e dei pazzi: i primi,una volta conquistata la loro fiducia con il crudo dolce e sottile erano pronti a farti da nonno e da guardia del corpo nel caso qualcuno si sarebbe lamentato del tuo operato in loro presenza;
gli altri ti facevano passare dei momenti di allegria con le loro grida o con azioni di appropriamento indebito di merce varia!!!
E poi ogni volta che facevo chiusura rischiavo la vita e il culo: lavoravo in una nota via di Milano famosa per la prostituzione ma ultimamente era più famosa per i travoni che la popolano,parcheggiavo la bici fuori, e capitava spesso e volentieri che qualche "signorina" dal vocione da gorilla mi chiedesse se per caso avessi vogli di fare l'amore a poco prezzo dopo una giornata in quell'istituto per deviati mentali!!!
Slegavo (senza piegarmi a 90°) e scappavo!!!!
Consiglio l'esperienza a chi vorrebbe laurearsi in psicologia,antropologia e scienza della comunicazione...credetemi vi servirà...se resistete!!!!
So solo una cosa che ero veramente un working class hero
Come lavoro non è male ma vi dico subito che è più o meno come fare assistenza sociale o diverse volte ti capita di fare anche da giudice di pace fra marito e moglie.
Io in particolare ero addetto al reparto gastronomia, percui vi lascio immaginare che palmares di richieste e castronerie mi è toccato sentire in quegli anni.
Da chi voleva 80 grammi di zola per il gatto a chi voleva rimanere in forma e mangiare magro a chi lo voleva sottile,chi grosso,chi non sapeva cosa voleva e chi sapeva troppo,ma i migliori erano quelli che ti arrivavano in chiusura con le richieste più allucinanti e le frustrazioni peggiori da scaricare sul salumiere che il destino gli aveva serbato attraverso la macchinetta dei numeri.
La categoria che preferivo era quella dei vecchiettini e dei pazzi: i primi,una volta conquistata la loro fiducia con il crudo dolce e sottile erano pronti a farti da nonno e da guardia del corpo nel caso qualcuno si sarebbe lamentato del tuo operato in loro presenza;
gli altri ti facevano passare dei momenti di allegria con le loro grida o con azioni di appropriamento indebito di merce varia!!!
E poi ogni volta che facevo chiusura rischiavo la vita e il culo: lavoravo in una nota via di Milano famosa per la prostituzione ma ultimamente era più famosa per i travoni che la popolano,parcheggiavo la bici fuori, e capitava spesso e volentieri che qualche "signorina" dal vocione da gorilla mi chiedesse se per caso avessi vogli di fare l'amore a poco prezzo dopo una giornata in quell'istituto per deviati mentali!!!
Slegavo (senza piegarmi a 90°) e scappavo!!!!
Consiglio l'esperienza a chi vorrebbe laurearsi in psicologia,antropologia e scienza della comunicazione...credetemi vi servirà...se resistete!!!!
So solo una cosa che ero veramente un working class hero
Sunday, August 31, 2008
LA MONTY NOLDER
Non riuscivo ad aspettare...volevo scrivere su questa bella gioia l'anno prossimo in concomitanza con i miei 20 anni di "amore per questo sport!!!" ma rivederla ogni volta che faccio visita a mia mamma,dove è gelosamente custodita, mi ha spinto a raccontarvi la sua storia.
Ho iniziato comprando le ruote:delle vision shredders che ai tempi erano moolto radicali ma in compenso la mescola magica che usavano un tempo(ma chi le faceva??Panoramix?Gandalf?il mago Zurlì??)mi permetteva di scheitare su ogni terreno,anche perchè non esistevano gli spot di adesso super perfetti e ci si accontentava anche di un marciapiede.
Venne dunque il momento di procurarsi i truck,anche perchè usavo quelli giocattolo ed anche la tavola era dello stesso seme,con un pò di risparmio sulle mancette che elargiva quella santa donna di mia mamma,il mio set up era quasi pronto...mancava la tavola!!!
Che dilemma quell'estate dell'89...ero con Nicola all'Elba, lui aveva una Natas,mi diede un sacco di consigli ma avevo un chiodo fisso: la Monty Nolder della BBC!!!!
Mi piaceva un sacco:la grafica col cane,la forma...era la mia tavola e la sognavo la notte.
Feci un ulteriore razionamento dei soldi per le vacanze,qualche mancetta dai nonni,un "contributo statale"del mio sponsor storico(mia mamma!!)e al ritorno dalle ferie mi fiondai da Falco in p.zza Maciachini(non esiste più dal '93),indicai senza esitazione alle propietarie la tavola che avevo sognato tutta l'estate!!!Completai l'opera con un tamarrissimo grip lilla!!!Ma chissenefrega avevo la mia tavola!!!
Passai il pomeriggio nella via vicino al negozio ad imparare ad ollare e dopo diversi tentativi la manovra era mia.
Tornai a casa soddisfatto,quella notte sognai rampe e manovre,al risveglio controllai se c'era davvero,ed era lì pronta per il prossimo giorno...se tutt'ora dopo 20 anni provo ancora passione per lo skateboarding devo ringraziare la mia Monty Nolder!!!!!
Tuesday, August 26, 2008
SPOKED:THE RISE AND FALL OF GIULIO VICIOUS
Mi ritrovo a sorseggiare camomilla in questa fresca serata estiva,nella mia memoria rimangono nitidi i ricordi di una persona che ha segnato la mia vita da scheiter in maniera pesante:tale personaggio risponde al nome di Giulio.
Per chi ha avuto la fortuna o la sfortuna di conoscerlo le cose che scriverò non saranno una novità ma per altri potrebbero essere esempi di vita vissuta al limite...era già rockstar prima di altri e spingeva veramente il suo scheit e se ne fregava degli altri!!!!
Da dove cominciare...mmmmhh si bhè l'ho conosciuto un pomeriggio dopo che me ne avevano parlato in molti perchè a quanto pare sapeva chiudere molti trick (che nell'89 era tutto dire)..mi ricordo ancora quell'aria strafottento e quella sua "sporca"precisione nel chiudere le manovre,aveva stile da vendere e in ogni situazione ti cacciava lì delle manovre da paura.
E' stato uno dei primi a Milano a farsi le scalinate da 8 e più cadendo spesso rovinosamente ma il dolore per lui non esisteva.
Durante un viaggio in treno non so come si tagliò ad una gamba qualche punto di sutura ed era già pronto;
nel pomeriggio lo trovai alle poste che provava late shove-it o impossible,una manovra che chiudeva abitualmente,ad ogni errore si auto-puniva strappandosi i punti dalla gamba...bhe quanto a motivazione non ditemi che non fosse convincente con se stesso!!!
Dopo questa scena splatter mi resi conto della sua invulnerabilità al dolore.
Ma anche quando uscì dal bagno con inciso sul petto"GIULIO VICIOUS"con la lametta da barba compresi lo stesso che doveva punire il suo ego per spingere il suo scheit e fregarsene degli altri!!!
Tornando allo scheit i ricordi di giornate infinite in mille spot rimarranno sempre memorabili,lui si che era uno spot scout ed era camaleontico si adattava a tutti i terreni possibili,non è un super eroe è solo una persona che avrebbe meritato mille sponsor e mille tavole della Mondo per vincere tutti i contest..era al di sopra di tanti che ora e ai tempi facevano gli sboroni,chi mi conosce sà che sono obbiettivo!!
Un volta al Mini Duomo (o al BOR per i più niuscul) ha fatto sbiancare tutti chiudendosi flip-sad giù dai gradini con una naturalezza e una violenza allo stesso tempo,era come vedere il concerto della tua band preferita,e poi lo girando con lui lo show era sempre garantito:in una delle sue ultime performance sui tram aspettava la quiete massima poi additava il più grosso e urlava:"ahhhh un mostro!!!" e poi scappava giù e ti lasciava come uno stronzo con l'energumeno che non vedeva l'ora di spezzarti l'osso del collo....oppure nei giorni di pioggia(sempre nei tram),si affacciava al finestrino,apettava la partenza del tram,afferrava con forza gli ombrelli di chi aspettava i mezzi e se li trascinava via con sè!!!!
Ehehehe che stronzoooo!!!
La sua passione per le goliardate sui tram e il successivo avvicinamento all'alcool e al mondo delle discoteche, stavano ahimè portando il nostro eroe ad una decadenza progressiva che lo portò a sfasciare(completamente ubriaco) un autobus ed una cabina del telefono.
Dopo un piccolo guaio giudiziario e vicende varie ci perdemmo di vista....
Le ultime notizie che ho avuto su di lui sono positive:è diventato papà di Marco un bambino di 3 anni ed è a capo di una azienda,nonstante abbia cambiato(forse) interessi lo ritengo ancora il mio scheiter preferito,un innovatore,un pazzo,un amico.
Ti auguro tutto il bene del mondo!!!
Per chi ha avuto la fortuna o la sfortuna di conoscerlo le cose che scriverò non saranno una novità ma per altri potrebbero essere esempi di vita vissuta al limite...era già rockstar prima di altri e spingeva veramente il suo scheit e se ne fregava degli altri!!!!
Da dove cominciare...mmmmhh si bhè l'ho conosciuto un pomeriggio dopo che me ne avevano parlato in molti perchè a quanto pare sapeva chiudere molti trick (che nell'89 era tutto dire)..mi ricordo ancora quell'aria strafottento e quella sua "sporca"precisione nel chiudere le manovre,aveva stile da vendere e in ogni situazione ti cacciava lì delle manovre da paura.
E' stato uno dei primi a Milano a farsi le scalinate da 8 e più cadendo spesso rovinosamente ma il dolore per lui non esisteva.
Durante un viaggio in treno non so come si tagliò ad una gamba qualche punto di sutura ed era già pronto;
nel pomeriggio lo trovai alle poste che provava late shove-it o impossible,una manovra che chiudeva abitualmente,ad ogni errore si auto-puniva strappandosi i punti dalla gamba...bhe quanto a motivazione non ditemi che non fosse convincente con se stesso!!!
Dopo questa scena splatter mi resi conto della sua invulnerabilità al dolore.
Ma anche quando uscì dal bagno con inciso sul petto"GIULIO VICIOUS"con la lametta da barba compresi lo stesso che doveva punire il suo ego per spingere il suo scheit e fregarsene degli altri!!!
Tornando allo scheit i ricordi di giornate infinite in mille spot rimarranno sempre memorabili,lui si che era uno spot scout ed era camaleontico si adattava a tutti i terreni possibili,non è un super eroe è solo una persona che avrebbe meritato mille sponsor e mille tavole della Mondo per vincere tutti i contest..era al di sopra di tanti che ora e ai tempi facevano gli sboroni,chi mi conosce sà che sono obbiettivo!!
Un volta al Mini Duomo (o al BOR per i più niuscul) ha fatto sbiancare tutti chiudendosi flip-sad giù dai gradini con una naturalezza e una violenza allo stesso tempo,era come vedere il concerto della tua band preferita,e poi lo girando con lui lo show era sempre garantito:in una delle sue ultime performance sui tram aspettava la quiete massima poi additava il più grosso e urlava:"ahhhh un mostro!!!" e poi scappava giù e ti lasciava come uno stronzo con l'energumeno che non vedeva l'ora di spezzarti l'osso del collo....oppure nei giorni di pioggia(sempre nei tram),si affacciava al finestrino,apettava la partenza del tram,afferrava con forza gli ombrelli di chi aspettava i mezzi e se li trascinava via con sè!!!!
Ehehehe che stronzoooo!!!
La sua passione per le goliardate sui tram e il successivo avvicinamento all'alcool e al mondo delle discoteche, stavano ahimè portando il nostro eroe ad una decadenza progressiva che lo portò a sfasciare(completamente ubriaco) un autobus ed una cabina del telefono.
Dopo un piccolo guaio giudiziario e vicende varie ci perdemmo di vista....
Le ultime notizie che ho avuto su di lui sono positive:è diventato papà di Marco un bambino di 3 anni ed è a capo di una azienda,nonstante abbia cambiato(forse) interessi lo ritengo ancora il mio scheiter preferito,un innovatore,un pazzo,un amico.
Ti auguro tutto il bene del mondo!!!
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